
Rispondere del selvaggio dolore di essere uomini
Testi di Pierpaolo Pasolini, Dorian Veruda, Gabriele Via
Siamo collocati nell’ombra pulsante del tardo pomeriggio.
A noi rivelare che si tratta storicamente del tramonto dell’Occidente ma contestualmente è il Kairos, è la luce dell’incontro, è l’orizzonte dell’Annuncio, è il margine dell’avvento… È la condizione aurorale della coscienza che ritrova sé nello specchio della Natura, tramite la voce che genera - Gabriele Via
All’interno della rassegna Poesia e Rivoluzione.
Gabriele Via nasce a Bologna nel 1968. Poeta prima di tutto, è scoperto da Roberto Roversi, che lo accompagna con affetto paterno fin dagli esordi. Roberto Pazzi, incontrato nel 2006, lo descrive con una formula diventata emblematica: "Per Gabriele scrivere è respirare". La sua formazione è fatta di cammini: ha percorso due volte a piedi il Cammino di Santiago, ha vissuto cinque mesi in India e ha attraversato esperienze tra teatro, pittura, artigianato e spiritualità. Laureato in Teologia, porta nella scrittura una visione al tempo stesso mistica e corporea, capace di muoversi tra haiku e poemi estesi, tra performance e pagina scritta. Ha collaborato con cantanti, designer, fotografi e istituzioni culturali bolognesi, leggendo al Teatro Comunale di Bologna e partecipando a eventi internazionali a New York, Wexford e Milano. Tra le sue pubblicazioni: Un anno appena… Agenda Haiku (Corbo, 2009), Inferno (2010), dedicato alla Basilica di Santo Stefano, e il romanzo Caravaggio, assente, con prefazione di Italo Moscati.
La rassegna fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena, ed è sostenuto nell'ambito dell'accordo di programma tra Comune di Bologna e Ministero della Cultura - Direzione Generale Spettacolo per le attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche.